Come creare un'app veramente efficace per diffondere la vostra musica

Fino ad allora era impensabile poter registrare della musica su una cassetta e ascoltarla fuori casa senza portarsi dietro un boombox sulla spalla ;)
Ci siamo evoluti tanto da allora, passando dai CD agli mp3 che hanno tuttora un enorme successo grazie alla democratizzazione di internet. Stando ad un report di IFPI (International Federation of Phonographic Industry), il numero di iscritti paganti ai servizi musicali di streaming on demand come Spotify e Deezer sono aumentati da 8 a ben 28 milioni!
Come disse Ken Parks, il CCO di Spotify: "A differenza di come avviene con la distribuzione di prodotti fisici, noi possiamo raggiungere tutto il mondo, o almeno coloro che posseggono uno smartphone." (IFPI Digital Music Repot 2014 )
Dunque oggi ho deciso di parlarvi di come creare una splendida app per diffondere la vostra musica.
Affronterò l'argomento considerando due tipi diversi di app: Un'app per una radio e una per una band o solista. Cominciamo!
Prima di tutto, perché dovreste creare un'app?
Con un'app potete offrire una user experience superiore a chi accede ai vostri contetuti da un dispositivo mobile. Potete offrire contenuti esclusivi e unificare la vostra presenza sul web, collegando i social network, il vostro sito o blog, aggiungendo sezioni per i vostri file audio, lo streaming, le informazioni personali e molto altro.
In questo modo riuscirete a mantenere il focus dei vostri clienti completamente su di voi, contrariamente a come avviene sul web dove vengono indirizzati da un sito all'altro.
App per stazioni radio - Quali sono le possibilità?
Con un'app è possibile rendere l'esperienza dell'ascolto della vostra radio ancora più dinamica.
Prendiamo ad esempio l'app di Pausa Musicale . Oltre ad offrire la possibilità di ascoltare musica, quest'app permette agli utenti di visualizzare gli eventi in programma grazie alla sezione "agenda". Organizzando spesso gare e competizioni, hanno deciso di dedicare una intera sezione alla promozione di queste iniziative. Se ci si sente un po' spaesati quando si ha appena scaricato l'app si può visitare la sezioni "Popolari", dove sono già stati raggruppati tutti i contenuti preferiti dal pubblico. Questa funzione può essere utilissima per voi oltre che per i vostri utenti poiché vi permette di capire quali contenuti essi preferiscono.
Un'altra funzione meravigliosa delle app sono le notifiche push; dei veri propri messaggi che potete spedire ai vostri utenti, ad esempio per avvisarli dell'inizio di un programma live, permettendo loro l'ascolto in diretta. Con una sezione Live+ il vostro audience può anche condividere i vostri contenuti sui vari social, dandovi ancora più visibilità.
Come può un app aiutarvi a crescere?
L'app di Soltanto ci mostra come l'associazione di sezioni diverse possa portare a risultati molto interessanti, creando un'app completa. In quest'app potete ascoltare le sue canzoni pubblicate su Soundcloud, vedere le prossime date dei concerti, visualizzare le foto e molto altro.
Uno degli strumenti più utili per Soltanto, che è un artista di strada, è quello di poter inviare notifiche push geolocalizzate, offrendolgi la possibilità di comunicare in maniera molto più efficiente con il suo audience.
Il mio consiglio è quello di utilizzare una sezione submit per permettere ai vostri utenti di inviarvi commenti, foto e anche video.
Quindi i tempi stanno davvero cambiando?
Non vi è alcun dubbio sul fatto che continueremo ad ascoltare la musica nel futuro, ma sicuramente continuerà a cambiare il modo in cui lo facciamo. Bisogna tenersi al passo coi tempi e offrire la musica nel formato richiesto dalle esigenze del pubblico a cui ci si rivolge.
Spero di avervi fornito sufficienti motivi per creare un'app per il vostro sound, ora vi saluto citando Bobby Owsinski:
"What we see now is the business morphing as music streaming becomes the consumption method of choice for listeners. It seems like just yesterday we were living through the first digital music revolution; keep your eyes open because we’re living it again." (fonte: Forbes )
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